19 gen L’abbraccio del vescovo Giuliano per la festa del nostro patrono
Quest’anno la festa del patrono dell’Ipab Chiampo e Alta Valle, Sant’Antonio Abate, si è svolta in un modo davvero speciale. La Santa Messa, a cui hanno partecipato tutti gli ospiti che potevano scendere dai reparti, numerosi famigliari, nove sacerdoti e il sindaco di Chiampo Filippo Negro, è stata infatti celebrata dal vescovo di Vicenza, mons. Giuliano Brugnotto, per la prima volta nella nostra struttura.
Accompagnata dai canti del Coro Arcobaleno di Crespadoro, la messa è stata un momento molto sentito da tutti i presenti. Nell’omelia, in particolare, il Vescovo ha voluto riflettere sul vivere degli ospiti all’interno delle strutture per anziani, ricordando che anche la sua mamma, fino a qualche settimana, era tra questi.
Al termine della celebrazione e della benedizione della struttura, il Vescovo ha visitato i vari reparti, incontrando le persone che non avevano potuto partecipare alla celebrazione e il personale in servizio.
A seguire il messaggio di benvenuto del presidente dell’Ipab, Alessandro Tonin:
Eccellenza, don Lorenzo, cari sacerdoti, autorità presenti,
a nome della nostra RSA desidero rivolgere a Lei, Eccellenza, un sincero e profondo ringraziamento per la Sua presenza qui oggi, in occasione della celebrazione del Santo Patrono della nostra struttura, Sant’Antonio Abate.
La Sua presenza è per noi un segno concreto di vicinanza e di attenzione verso i nostri ospiti: i 120 residenti della struttura, le oltre 30 persone del centro diurno e tutte le persone che ogni giorno accompagniamo e sosteniamo al loro domicilio.
È un modo per dire, ad alta voce, che nessuno è solo, che la comunità c’è e cammina accanto alle persone più fragili. In questa occasione vedo anche un segno importante per tenere alta l’attenzione verso le nostre strutture e verso il mondo degli anziani e delle persone fragili: un mondo spesso molto citato, ma che troppo frequentemente rischia di essere messo ai margini e poco considerato nelle scelte politiche e sociali.
Nei prossimi anni ci attende una vera e propria ondata di invecchiamento della popolazione. Le scelte non sono più rimandabili se vogliamo continuare a garantire cura, dignità e supporto. Le sfide sono sotto gli occhi di tutti: la carenza di personale, la mancanza di posti letto, il bisogno di pensare e costruire nuovi servizi.
Per questo chiediamo la collaborazione di tutti gli attori del nostro tessuto sociale, istituzioni, enti, comunità locali e anche della Chiesa, che da sempre è presenza viva e attenta accanto ai più deboli.
Grazie quindi, Eccellenza, per essere qui oggi, per la Sua vicinanza ai nostri ospiti e a questa casa. Un grazie sincero al nostro parroco e a tutti i sacerdoti che non fanno mai mancare la loro presenza, il loro ascolto e il loro conforto spirituale.
Affidiamo a Sant’Antonio Abate la nostra comunità, i nostri anziani, gli operatori e tutte le persone che ogni giorno si prendono cura degli altri.
Grazie di cuore a tutti.




























